#4 Le edizioni latine

#4.1

 

Ritratto di Niccolò Leoniceno

Il piano editoriale di Manuzio per il recupero delle fonti letterarie greche fu un’operazione fondamentale per lo sviluppo della cultura umanistica. In particolare, la lavorazione che portò all’edizione della multiforme opera di Aristotele richiese un notevole novero di competenze, non solo linguistiche, ma anche scientifiche, da parte della folta schiera di collaboratori di cui Aldo si circondò.

Tra questi, oltre ai numerosi umanisti greci, vi furono anche figure di medici e scienziati italiani che possedevano una buona conoscenza del nuovo latino umanistico e della lingua greca. Come per il caso del Bembo, per il quale Manuzio stampò in segno di gratitudine il De Aetna, allo stesso modo anche altri collaboratori riuscirono a pubblicare le loro opere per i tipi di Aldo, creando in tal modo un segmento parallelo del programma editoriale manuziano.

Nel 1496 il medico legnanese Alessandro Benedetti pubblicò, probabilmente a proprie spese, i Diaria de bello carolino, una sorta di reportage della campagna intrapresa dalle milizie della Lega antifrancese contro Carlo VIII, alla quale aveva partecipato come medico capo dell’esercito confederato. Allo stesso modo, nel 1497 un altro medico, il celebre scienziato Niccolò Leoniceno, stampò presso l’officina aldina il suo De morbo gallico, all’interno del quale l’autore inserì il primo elogio pubblico dell’editore Manuzio, in cui venivano magnificati l’umanista e la sua impresa.